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Artist

Biography

Fabio Zanino grew up in Italy and Spain, spending time with Andalusian artists who stimulated his imagination and guided him through the development of his historical empathy.

Zanino’s stylistic initiation passes through the interest for metamorphosis of material which results in abstraction of rhythm and movement. The first sculpture dates back to when the artist was 8 years old, it is a revised version of a flamenco dancer, made with iron wire and plaster. This work of art shows the meeting between lightness and harmony, halfway between heaven and earth. The choice of materials used by the artist in his works is rooted in a recherche du temps perdu.

The stylistic research by Fabio Zanino leads us back to an urban neo-primitivism, satisfying the artist’s need of a sauvage aesthetic to recreate models and concepts that justify the reality. An important element in Zanino’s style is the concept “Contexture” (context, background + texture), or de-contextualization of a texture.

It is during his childhood that the artist began to work on the first Contexture but only travelling in Saharan Morocco and Libya Fabio Zanino’s aesthetics will encounter its landscape. I capture the destructive force of time on human acts which transforms matter, allowing me to isolate details of degradation, adding aesthetic value. The action of time on plastic material recovers its aesthetic and lyrical value with Zanino’s “Decostruzioni”: the artist works on original subjects through an epic game of breaking down and synthesis of language to alter the message.

The sauvage design by Fabio Zanino leads us to reflect on the tendency to camouflage ourselves for contemporary man who is oriented by the unity of systematic/symbolic structures within a semiotic – social conventionalism. The series “Decostruzioni” by Zanino mark the transition from the movement of time to the shaping of totemic – contemplative forms. The viewer is introduced to the subcultural layers of memory and participates to the narrative, artistic-cultural revolution that lives in our homes.

“And Harmony wins a thousand centuries silence.”

Carme “Dei Sepolcri” by Ugo Foscolo, 1806.

– Cristina Russo

Fabio Zanino cresce tra Italia e Spagna, a contatto con artisti andalusi che stimolano il suo immaginario e lo guidano attraverso lo sviluppo del sentimento storico.

L’iniziazione stilistica di Zanino passa attraverso l’interesse per la metamorfosi della materia che si traduce in astrazione del ritmo e del movimento. La prima scultura risale a quando l’artista aveva 8 anni, è la rielaborazione di un ballerino di flamenco, realizzata con filo di ferro e base di gesso. Quest’opera testimonia l’incontro tra leggerezza e armonia, a metà strada tra terra e cielo. La scelta dei materiali, impiegati dall’artista nelle sue opere affonda le radici in una recherche du temps perdu.

L’indagine stilistica di Fabio Zanino ci conduce a ritroso verso un neo-primitivismo urbano, soddisfacendo l’esigenza dell’artista di un’estetica sauvage, per ricreare modelli e concetti che giustifichino la realtà. Un elemento importante nello stile di Zanino è il concetto di “Contexture” (contesto+texture), ovvero decontestualizzazione di una texture. È durante l’infanzia che l’artista inizia ad elaborare le prime Contexture ma saranno i viaggi sahariani in Marocco e in Libia che segneranno l’incontro tra l’estetica e il suo paesaggio. Fotografo il sopravvento del tempo sull’azione dell’uomo che trasforma la materia, permettendomi di isolare dettagli di degrado che assumono così valenza estetica.

L’azione plastica del tempo sulla materia recupera il suo valore lirico-estetico con le “Decostruzioni”: l’artista interviene sui soggetti originari attraverso un gioco epico di scomposizione e sintesi del linguaggio per alterarne il messaggio. Il design sauvage di Fabio Zanino ci induce ad una riflessione sulla tendenza mimetica dell’uomo contemporaneo che si orienta grazie all’unità sistematica di strutture simboliche, all’interno di un convenzionalismo semiologico-sociale. La serie delle Decostrizioni di Zanino segnano il passaggio dal movimento del tempo al modellamento di forme totemico contemplative. Lo spettatore viene introdotto negli strati subculturali della memoria e diventa partecipe della rivoluzione narrativo-culturale dell’artista che abita le nostre case.

“E l’armonia vince di mille secoli il silenzio”.

Carme “Dei Sepolcri” di Ugo Foscolo, 1806.

– Cristina Russo